“I neuroni specchio saranno per la psicologia quello che il DNA è stato per la biologia”. Queste le parole dello scienziato Vilayanur Ramachandran dopo la preziosa scoperta avvenuta nei primi anni ’90.

I neuroni specchio sono una classe di neuroni che si attiva quando un individuo compie un’azione e quando l’individuo osserva la stessa azione compiuta da un altro soggetto. In pratica per riconoscere ciò che fanno o percepiscono gli altri, lo simuliamo dentro di noi, senza limitarci alla semplice osservazione. Grazie ai neuroni specchio, infatti, possiamo capire che cosa fa l’altro.

La ricerca eseguita dal team di scienziati ha scoperto inoltre che i meccanismi di rispecchiamento non valgono solo per le azioni ma anche per le emozioni e le sensazioni.  Per capirci meglio, le stesse aree cerebrali che si attivano quando proviamo disgusto o dolore, si attivano anche quando vediamo gli altri provare le stesse emozioni . I neuroni specchio sono quindi il meccanismo con cui il nostro cervello ci mette in relazione con gli altri.

Vi sono state molte ricerche sulla loro evoluzione e sui loro rapporti con l’evoluzione del linguaggio. Ciò ha portato alla convinzione che il linguaggio umano si sia evoluto tramite l’informazione trasmessa con le prestazioni gestuali e che infine il sistema specchio sia stato capace di comprendere e decodificare.

La tecnologia può essere pericolosa

Il confine tra ciò che definiamo reale e il mondo immaginario è molto meno netto di quanto si potrebbe pensare. Vedere e immaginare di vedere, agire e immaginare di agire, si fondano sull’attivazione di circuiti in parte identici. E lo stesso vale per gli stimoli provenienti da tablet, pc e smartphone.

Al giorno d’oggi il rapporto con la realtà avviene sempre di più attraverso la sua rappresentazione mediatica. Per questo, il senso di ciò che è reale e di ciò che non lo è, può essere profondamente condizionato.

Non resta che cercare di limitare il tempo che trascorriamo online, stabilendo quanto tempo trascorrere quotidianamente sui social network o il numero di volte in cui ci colleghiamo per controllare la nostra casella di posta elettronica. Perché è solo staccando la spina e prestando attenzione l’un l’altro che diventiamo più umani.


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